Intervista a Sua Eccellenza l’Ambasciatore Diego Brasioli: Il Nuovo Guverno guardera con grande interesse verso la Romania

2013-05-22XA circa quattro mesi dall’inizio del Suo mandato come capo missione a Bucarest e a qualche giorno dalla ricorrenza della Festa della Repubblica, Sua Eccellenza l’Ambasciatore d’Italia in Romania Diego Brasioli ha gentilmente rilasciato un’intervista esclusiva a caleaeuropeana.ro.

L’Ambasciatore Brasioli continua una carriera diplomatica iniziata nel 1986, che ha visto impegni in contesti molto diversi, partendo dalle missioni in Pakistan e Medio Oriente, per continuare con Los Angeles, dove fu Console Generale e con il successivo rientro a Roma per occupare ruoli importanti nelle strutture della Farnesina. Sua Eccellenza ci ha parlato delle molto buone relazioni esistenti tra Romania e Italia, ma anche di piani futuri e cooperazione.

Da diplomatico che ha prestato servizio nel Medio Oriente, per poi arrivare a Los Angeles e rientrare in Italia, come ha reagito alla nomina come Ambasciatore in Romania?

Nel sistema italiano, la carriera diplomatica si caratterizza per la possibilità di effettuare delle esperienze all’estero in contesti, a volte, molto diversi tra loro.

Effettivamente nella prima parte della mia carriera, mi sono occupato, prevalentemente, di questioni politiche nell’area asiatica e medio-orientale. Poi, sono andato a Los Angeles dov’ero responsabile di un ampio ufficio consolare che svolgeva un’attività molto articolata che copriva, soprattutto, la panoramica commerciale, ma anche quella culturale.

Riguardo la nomina in Romania, la mia reazione è stata estremamente positiva e di gioia. Era arrivato il momento di cercare di ottenere una nomina ed una sede come Ambasciatore. Essendo la Romania un Paese molto importante per l’Italia e viceversa e vista la complessità e la ricchezza di queste relazioni, ho espressamente manifestato il desiderio al ministero di poter essere destinato in Romania.

Abbiamo una storia antica e recente che ci ha spesso avvicinati, per non parlare delle origini linguistiche. Esistono difficoltà d’integrazione per la comunità sia di privati, sia per quella imprenditoriale presente in Romania?

Sono in Romania da quasi quattro mesi ed ho incontrato molti italiani attivi sia nelle attività imprenditoriali, che in attività culturali o sociali. L’elemento comune, che caratterizza tutti quelli che svolgono queste esperienze, è la facilità d’inserimento in questo Paese. Abbiamo una storia antica e recente che ci accomuna. Ci sono delle notevoli similitudini di carattere, di modo di pensare e la stessa lingua che ci facilita la comunicazione. Riusciamo dopo poco tempo a comprenderci parlando le nostre rispettive lingue. Gli italiani si inseriscono in Romania in modo rapido e facile. Ci sono aspetti promettenti ed interessanti che rendono la Romania ancora molto appetibile per gli imprenditori italiani. Naturalmente, esistono anche difficoltà, ma queste sono legate alla difficoltà affrontate da un imprenditore che si reca per motivi di lavoro in un Paese diverso dal proprio. Nonostante tutto, queste difficoltà sono sempre più mitigate dalla comune appartenenza al sistema europeo che rende normale la possibilità di lavorare in Romania secondo gli standard comuni dell’Unione Europea. In generale e sotto questo punto di vista, la situazione è positiva.

La comunità romena è la più numerosa tra le comunità presenti in Italia. Abbiamo attraversato varie tappe caratterizzate anche da problemi di criminalità, forse spesso enfatizzati dai media. Secondo Lei, cosa dovrebbero fare le autorità romene per supportare la comunità romena, ma anche per collaborare e portare un contributo attivo alle autorità italiane?

Ciò che le autorità romene stanno facendo in Italia insieme all’Ambasciata di Romania a Roma è già soddisfacente. Effettivamente, soprattutto in passato, ci sono stati dei problemi di incomprensione e dei problemi di criminalità. Questo fenomeno può capitare in una prima fase d’integrazione. La comunità romena è molto ben integrata in Italia. Il numero elevato di cittadini romeni presenti in nel nostro Paese, fa sì che il contatto tra italiani e romeni sia quotidiano nell’ambito del lavoro, ma anche nella vita di tutti i giorni. Questo ha favorito, nel tempo, una normalizzazione nei rapporti. La collaborazione è molto buona anche in materia politica e di polizia tra Italia e Romania. La stampa ha un ruolo molto importante sotto questo punto di vista, ma è interessata anche a episodi positivi. In queste situazioni le autorità possono svolgere un ruolo considerevole attraverso le attività di contatto con i giornalisti, organizzate dall’Ambasciata di Romania e dalle diverse sedi dell’Istituto Romeno di Cultura.

Recentemente mi sono recato a Targu Jiu per prendere in custodia un prezioso arredo sacro, trafugato anni fa da una chiesa del sud Italia e ritrovato dalle autorità romene. Attraverso la collaborazione internazionale delle nostre forze di polizia si è riusciti a risalire all’arrivo di questo oggetto in Romania e al recupero dello stesso. Questo è stato un importante episodio che dimostra la buona cooperazione, anche in un settore particolare come quello del traffico di opere d’arte. L’Ambasciata d’Italia e le autorità romene hanno voluto coinvolgere gli organi d’ informazione per promuovere l’esito positivo di questa operazione.

C’è il rischio che, ad un certo punto, il fenomeno dell’immigrazione raggiunga un livello di saturazione e il Paese applichi un modello simile a quello francese, nel senso di rimpatriare comunità di immigrati irregolari?

E’ evidente che, in una situazione di crisi finanziaria, le persone presenti in un certo Paese si trovino a dover in qualche modo soffrire. L’Italia è uno dei Paesi più colpiti dalla crisi degli ultimi anni. Se c’è un elevato tasso di disoccupazione, questo si ripercuote sulle difficoltà che i lavoratori stranieri incontrano nel Paese. Finora non abbiamo dati che dimostrino che ci sia una tendenza di allontanamento da parte di cittadini romeni dall’Italia. Il motivo è dovuto probabilmente alla capacità che i lavoratori romeni hanno avuto di inserirsi in settori non completamente colpiti dalla crisi o in settori lavorativi molto utili. Per quanto riguarda la possibilità da parte del nostro governo di espulsioni di cittadini irregolari, noi non siamo a conoscenza di iniziative di questo tipo e il modello ricordato è piuttosto distante dall’atteggiamento delle autorità italiane. Tenderei ad escludere con decisione un’evoluzione in questo senso.

Il nuovo Governo ha manifestato interesse per la Romania e per nuovi progetti ed iniziative?

Dal punto di vista degli scambi commerciali e delle relazioni politiche, la Romania è un Paese prioritario per l’Italia nel contesto europeo. Il nuovo governo presterà grande attenzione alla Romania. Auspichiamo che vi possano essere nel prossimo futuro degli scambi di visite sia a livello di autorità governative, che di autorità locali ed imprenditori. Il ruolo dell’Ambasciata è quello di assistere per quanto possibile quest’azione. Posso confermare che c’è grande interesse per la Romania e sicuramente avremo grandi scambi come abbiamo avuto in passato.

L’adesione della Romania a Schengen è stata rimandata forse al prossimo o forse ai prossimi anni. Qual è la posizione dell’Italia riguardo la nostra adesione a Schengen e che vantaggi potrebbe portare ad entrambi i Paesi?

La posizione dell’Italia è molto chiara e l’ho fatta da subito presente al Presidente Basescu al Ministro degli Esteri Corlatean. Secondo noi, il dossier Schengen ha visto un’evoluzione positiva negli ultimi anni e da tempo abbiamo espresso l’opinione che la Romania soddisfa interamente tutti i criteri per l’adesioni allo spazio Schengen. Dal punto di vista concreto, per quanto riguarda l’Italia, l’adesione a Schengen non comporterà un aumento di flusso perchè la presenza è già forte.

Quali dovrebbero essere le priorità per le autorità romene per facilitare l’attività imprenditoriale italiana nel nostro Paese?

I nostri imprenditori lavorano volentieri e con profitto. Si richiede un quadro legislativo stabile in equilibrio con i parametri dell’Unione Europea. Gli imprenditori insistono sulla necessità di intraprendere grandi opere nel settore infrastrutturale, in particolare, nei trasporti. Molte imprese italiane che producono in Romania non solo per il mercato romeno o italiano, ma anche per quello internazionale. Recentemente è stata inaugurata a Slatina una nuova linea di produzione di un’importante azienda italiana specializzata in cavi in fibra ottica. Il 95% della produzione di questa azienda è rivolto al mercato al mercato internazionale, tra cui Stati Uniti. Gli imprenditori italiani hanno fatto presente al primo ministro, presente all’inaugurazione, la necessità di avere un rete stradale che garantisca il trasporto delle merci. Vediamo con piacere che l’esecutivo romeno si sta muovendo per il completamento di grandi opere infrastrutturali e per lo snellimento della burocrazia.

Se dovesse prendere in esame i due Paesi, che qualità o esempio positivo impresterebbe alla Romania dell’Italia e viceversa?

Potrebbe essere d’interesse per i romeni la capacità che ha avuto l’Italia di esportare l’idea di gusto, l’idea di bello facendone un marchio, a cui viene associato il nome dell’Italia. La Romania è un Paese ricco  di tradizioni e di bellezze naturali e il turismo è un settore che si può sviluppare enormemente. Una qualità romena che mi piacerebbe vedere in Italia è l’interesse dei giovani romeni per la cultura. I giovani romeni sono molto fieri della propria cultura e la conoscono bene.

Siamo prossimi alla Festa della Repubblica del 2 giugno, ci parli del Festival Italiano.

Il Festival Italiano è iniziativa nata cinque anni fa e si sviluppa tra fine maggio e inizi di giugno, intorno alla data della Festa della Repubblica. E’ un progetto molto interessante, diretto alla promozione del nostro Paese contemporaneo e vuole presentare al pubblico romeno la cultura, l’arte, la letteratura, la gastronomia, il design, la scienza italiana. L’Ambasciata patrocina grandi artisti italiani e romeni come Andrea Bocelli e Alexandru Tomescu. L’idea è di offrire una vetrina del prodotto italiano anche attraverso il sito web www.festivalitalian.ro.

Per concludere, Vi siete proposti di realizzare un progetto in particolare o avete ambizioni da realizzare durante il mandato?

Il più importante è legato alla Presidenza Italiana dell’Unione Europea nel secondo semestre del 2014. Un momento cruciale anche per la Romania e per la sua collocazione nell’ambito europeo. Stiamo già cominciando a lavorare per arricchire questo semestre in Romania di progetti ed iniziative che contribuiscano a rafforzare il legame dei nostri due Paesi. Se guardiamo l’Unione Europea ci rendiamo conto che ci sono Paesi che rappresentano dei ponti: uno è l’Italia che è un ponte verso l’Europa settentrionale e verso il Mediterraneo e l’altro Paese è la Romania che ha la più lunga frontiera nei confronti di Stati non UE. Sarebbe interessante se, durante la Presidenza Italiana dell’Unione, si possa valorizzare questo legame tra i due Paesi-ponte.

Ascolta l`intervista: Intervista Brasioli

 

Alexandru Padure

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