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Confindustria Romania non vuole far parte della Coalizione per lo Sviluppo della Romania

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confIl presidente Confindustria Romania ha dichiarato che il rappresentante ufficiale degli uomini d’affari in Romania non vuole far parte della Coalizione per lo Sviluppo del Paese come semplice membro. La dichiarazione è stata fatta da Mauro Maria Angelini mercoledì 26 giugno, durante il seminario il quale ha avuto come tema „Il futuro delle rinnovabili in Romania, aggiornamenti e valutazioni sulle novità legislative”. All’evento, organizzato dalla Camera di Commercio Italiana per la Romania, è intervenuto anche il consigliere del primo ministro, Dante Stein, il quale ha parlato della strategia del primo ministro Ponta nell’idea di trovare soluzioni strategiche attraverso consultazioni con gli uomini d’affari stranieri e con le loro rappresentanze nel nostro Paese, con i patronati con capitale straniero e nazionale presenti in Romania e con i delegati commerciali delle rappresentanze diplomatiche. Mauro Maria Angelini ha sottolineato il fatto che Confindustria non può essere trattata come membro comune poiché i legami culturali e commerciali tra i nostri Paesi devono essere promossi attraverso rapporti stretti e dedicati agli uomini d’affari italiani presenti in Romania. Angelini ha parlato anche del volume d’affari tra Italia e Romania che tocca gli 11 miliardi d’euro, delle circa 30.000 ditte italiane presenti in Romania e di quelle romene presenti sul territorio italiano e, per finire, dei circa un milione di cittadini romeni residenti nella penisola.

Il Presidente Confindustria Romania ha completato dicendo che il desiderio della rappresentanza Confindustria è quella di rimanere un partner indipendente del governo romeno.

 

Alexandru Padure

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Il futuro dell’agricoltura in Romania: grande interesse degli imprenditori italiani per il settore

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4 decembrieSono stati oltre 200 i partecipanti al convegno organizzato il 4 dicembre dalla Camera di Commercio Italiana per la Romania “Il futuro dell’agricoltura in Romania fra strumenti comunitari e finanziari. Focus sugli investimenti necessari”, presso la sala Le Diplomate, Athenee Palace Hilton Bucharest.

Ad aprire il convegno, Dante Stein, Consigliere speciale del Primo Ministro del Governo Romeno, ha illustrato l’importanza della “Coalitia pentru Dezvoltarea Romaniei” per il coordinamento tra il settore privato ed il governo affinché le due parti dialoghino tra loro. Stein ha inoltre evidenziato l’apporto concreto e propositivo della CCIpR nella task force agricoltura della Coalitia anche attraverso la costituzione del gruppo di lavoro dedicato alle banche.
SE Diego Brasioli, Ambasciatore d’Italia a Bucarest, ha affermato come l’agricoltura sia un settore centrale per la crescita della Romania. L’Italia, grazie ad aziende attive nel settore dei cereali, allevamento, latticini e vinicolo, contribuisce in maniera importante alla promozione della filiera agricola romena, ma c’è ancora spazio per investimenti nel sistema dell’irrigazione e nell’industria della conservazione.

Il presidente della CCIpR, Roberto Scagnoli, ha sottolineato l’impegno della CCIpR come portavoce delle aziende italiane in Romania grazie al ruolo all’interno della Coalitia, mentre il Segretario Generale CCIpR, Adrian Dimache, ha ribadito l’importanza del know-how ed dell’esperienza degli investitori italiani nel settore agricolo romeno.
Daniel Constantin, Ministro dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale Romeno, ha espresso la necessità di orientarsi verso lo sviluppo del settore produttivo rispetto a quello della trasformazione, e di indirizzare quindi gli investimenti in questo senso. Il ruolo dello Stato, ha continuato Constantin, non può essere solo di sovvenzione alle aziende agricole, ed è per questo motivo che si è proposta la costituzione dei Fondi Mutuali a cui sarebbe auspicabile che gli agricoltori aderissero al fine di usufruire di importanti benefici in caso di eventi imprevisti non coperti dalle assicurazioni (quali calamità naturali e malattie). Constantin ha concluso il suo intervento sottolineando che nonostante la crescita della produttività media in Romania, questa sia ancora insufficiente a causa di un sistema obsoleto e che necessita di essere modernizzato grazie a ulteriori investimenti che valutino anche l’impatto ambientale.
Raluca Daminescu, APIA (Agenzia romena per i pagamenti nell’agricoltura) ha ricordato che per il nuovo programma di sovvenzioni 2014 – 2020 sono stati destinati fondi maggiori rispetto agli anni precedenti, pari a 10 miliardi di Euro, sottolineando come particolare attenzione sarà posta sulle facilitazioni ai giovani agricoltori.
Piero Francisci, Iragri, ha evidenziato come l’agricoltura romena soffre in particolare di un mancato sviluppo dell’industria nel Paese, necessitando di una maggiore meccanizzazione del settore così da assicurare l’accesso degli investimenti nelle zone rurali della Romania. Piuttosto che un settore di sussistenza, ha auspicato la creazione di un’industria agroalimentare attraverso un apparato legislativo e fiscale più snello per gli investitori.
Gli avvocati Ines Popa e Andreea Cojocaru, Tonucci & Partners, hanno chiarito il tema della concessione dei terreni e le eventuali problematiche riscontrate dagli investitori del settore.

Ileana Bratu, FGCR (Fondo di Garanzia del Credito Rurale), ha spiegato le modalità di funzionamento del Fond de Garantare al quale possono aver accesso gli agricoltori, sia come persone fisiche che come società commerciali. Il Fondo permette la copertura dell’80% delle garanzie afferenti al credito.

Andrei Svoronos, UniCredit Tiriac Bank, e Giuseppe Ruggieri, UniCredit Leasing, hanno mostrato l’evoluzione e la crescita della concessione dei crediti agli investitori nel settore, mentre Mirco Maschio ha presentato la storia di successo di Maschio Gaspardo Romania, azienda leader nel Paese nella produzione di macchinari agricoli ed in continua espansione.
Roxana Popel, PwC Romania, ha sintetizzato gli aspetti fiscali rilevanti per l’agribusiness, seguita da Vittorio Crivello, Bios, che ha illustrato la crescente espansione dell’agricoltura biologica in Romania.
A seguire nel pomeriggio ha avuto luogo il workshop durante il quale Simona Chirica, Studio Legale Schoenherr, Bianca Vlad, PwC Romania Marius Radu, UniCredit Group hanno approfondito le tematiche del settore di carattere legale, fiscale e finanziario attraverso un dialogo con i partecipanti.

La Camera di Commecio Italiana per la Romania intende perseguire il suo scopo di centro di informazione per i settori chiave per gli investitori italiani in Romania e organizzerà nel 2014 eventi dedicati non solo al settore agricoltura, ma anche ambiente, industria ed energia.
Per maggiori informazioni : www.cameradicommercio.ro

Ufficio Comunicazione della Camera di Commercio Italiana per la Romania
Dati di contatto:
email: comunicazione@cameradicommercio.ro, Tel: 0741049731

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Il futuro dell’agricoltura in Romania al centro del convegno della Camera di Commercio Italiana per la Romania

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Zemanta Related Posts ThumbnailLa Camera di Commercio Italiana per la Romania organizza mercoledì 4 dicembre il convegno “Il futuro dell’agricoltura in Romania fra strumenti comunitari e finanziari. Focus sugli investimenti necessari” presso la sala Le Diplomate, Athenee Palace Hilton Bucharest.

L’evento, anticipato da un convegno in Italia a Padova lo scorso 9 ottobre, vuole portare l’attenzione degli investitori italiani sulle potenzialità dell’agricoltura in Romania.

Introdurranno il convegno: Dante Stein, Consigliere speciale del Primo Ministro del Governo Romeno, SE Diego Brasioli, Ambasciatore d’Italia a Bucarest, e Daniel Constantin, Ministro dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale Romeno.

Durante il convegno interverranno operatori del settore ed aziende che coltivano o vendono inputs, dai macchinari ai semi, in Romania. Si analizzeranno inoltre gli aspetti fiscali, finanziari, giuridici e legislativi, soprattutto con riferimento all’accatastamento dei terreni ed alle principali iniziative legislative che interessano il settore agricolo romeno.
Tra i relatori: Raluca Daminescu, APIA (Agenzia romena per i pagamenti nell’agricoltura); Piero Francisci, Iragri; Avv. Ines Popa, Avv. Cecilia Badea, Tonucci & Partners; Ileana Bratu, FGCR (Fondo di Garanzia del Credito Rurale); Andrei Svoronos, UniCredit Tiriac Bank; Mirco Maschio, Maschio Gaspardo; Mihaela Mitroi, PwC Romania; Giuseppe Ruggieri, UniCredit Leasing; Paolo Tosi, Eurodezvoltare; Vittorio Crivello, Bios. I moderatori saranno Adrian Dimache, Segretario Generale CCIpR e avv. Pasquale Silvestro, Tonucci & Partners.

Seguirà nel pomeriggio un workshop durante il quale specialisti dello Studio Legale Schoenherr (Avv.ti Daniele Iacona e Simona Chirica), PwC Romania (Daniel Anghel, Partener, Consulenza fiscale) e UniCredit Group (Marius Radu, Eu Fund Financing) approfondiranno le tematiche del settore attraverso un dialogo con i partecipanti.
L’evento sarà rivolto anche alle aziende agricole già presenti in Romania, considerando che gli italiani risultano tra i più grandi proprietari terrieri stranieri nel Paese con oltre 300.000 ettari posseduti.

Per maggiori informazioni : link dell’evento

Ufficio Comunicazione della Camera di Commercio Italiana per la Romania
Dati di contatto:
email: comunicazione@cameradicommercio.ro, Tel: 0741049731

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FRA – Lotta contro l’antisemitismo: occorrono misure più mirate

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La FRA presenta oggi le prime cifre comparabili sulle esperienze di molestie, discriminazione e crimini generati dall’odio di natura antisemita nell’UE subiti dagli ebrei. L’8 novembre, vigilia dell’anniversario dei pogrom contro gli ebrei avvenuti 75 anni fa, è necessario riconoscere che, nonostante gli Stati membri abbiano compiuto sforzi considerevoli per combattere l’antisemitismo, il fenomeno è ancora molto diffuso. La presente relazione, che copre le risposte di 5847 ebrei negli otto paesi nei quali vive circa il 90% della popolazione ebraica stimata nell’UE, sarà quindi uno strumento fondamentale per i decisori dell’UE e le comunità al fine di mettere a punto misure giuridiche e politiche mirate.
morten kjaerum FRA“L’antisemitismo è un esempio inquietante di come il pregiudizio possa persistere nei secoli, sebbene non sia ammissibile nella nostra società odierna. È particolarmente angosciante osservare come Internet, che dovrebbe essere uno strumento di comunicazione e di dialogo, diventi uno strumento di molestie antisemita” ha dichiarato il direttore della FRA Morten Kjaerum. “Nonostante numerosi governi dell’UE abbiano compiuto sforzi considerevoli per contrastare l’antisemitismo, sono necessarie misure più mirate”
Principali risultati:
  • Il 66% degli intervistati ritiene che l’antisemitismo sia un problema grave nei paesi in cui vive, mentre il 76% ha dichiarato che lasituazione si è aggravata negli ultimi cinque anni.
  • Il 21% di tutti gli intervistati ha subito uno o più episodi di antisemitismo caratterizzati da insulti verbali, molestie o aggressioni fisiche nei 12 mesi precedenti l’indagine. Il 2% degli intervistati è stato vittima di un’aggressione fisica di natura antisemita nell’anno precedente.
  • Scarsa segnalazione: il 76% delle vittime di molestie di natura antisemita non ha denunciato l’episodio più grave alla polizia o ad altra organizzazione.
  • Registrazione insufficiente: la carenza dei meccanismi di raccolta dei dati in numerosi Stati membri dell’UE fa sì che la registrazione delle aggressioni antisemite rimanga insufficiente.
  • L’antisemitismo è considerato la quarta questione più urgente in ambito sociale o politico nei paesi oggetto dell’indagine (cfr. la tabella 1 nella relazione).
  • Tre quarti degli intervistati ritengono che l’antisemitismo online costituisca un problema (cfr. la tabella sottostante).
Valutazione delle manifestazioni di antisemitismo per paese (% degli intervistati che hanno dichiarato che una determinata forma di antisemitismo è “un grande problema” o “un problema abbastanza grande” nel paese)
tabel fra 2
L’indagine ha anche rivelato differenze significative fra i paesi, il che spesso rispecchia le loro diverse storie e tradizioni nonché i diversi modelli di immigrazione negli ultimi decenni. Ad esempio:
  • Nel Regno Unito, il 9% degli intervistati ha dichiarato di sentire ripetere spesso che “gli ebrei sono responsabili dell’attuale crisi economica”, mentre questa cifra raggiunge il 59% in Ungheria.
  • L’indagine ha rivelato che mentre in Lettonia solo l’8% degli intervistati ha dichiarato che il conflitto arabo-israeliano ha avuto un forte impatto sulla loro percezione di sicurezza, la cifra sale al 28% in Germania ed è pari al 73% in Francia.
In risposta ai risultati dell’indagine, la FRA ha formulato una serie di proposte per i responsabili delle decisioni, fra cui:
  • Gli Stati membri dell’UE devono registrare in modo efficace e completo le esperienze di violazioni dei diritti fondamentali subite dagli ebrei.
  • Le personalità pubbliche dovrebbero condannare pubblicamente le dichiarazioni antisemite.
  • L’UE e i suoi Stati membri devono intervenire urgentemente per individuare metodi efficaci di lotta contro il crescente fenomeno dell’antisemitismo online, ad esempio esaminando la possibilità di creare unità di polizia specializzate che controllino e indaghino sui crimini generati dall’odio perpetrati su Internet, nonché incoraggiando la segnalazione alla polizia di contenuti web antisemiti.

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Cum pot vota românii din diaspora la alegerile prezidențiale

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